Siamo veramente davanti a un confine difficile da varcare,
perché nessuno di noi vuole vivere nell'errore
ma vivere nella verità, anche se non sappiamo che cosa sia la verità.
Partiamo dalla parola verità, ma non dal termine italiano, ma greco,
di cui la parola verità è una traduzione: alètheia costruita sul verbo lanthano,
però con una "a" davanti, che si chiama, nella grammatica corrente, alfa privativo.
Ma che cosa significa il verbo lanthano?
Vuol dire sfuggire all'attenzione, restare in incognito, nascosto,
per non essere coinvolti in quello che sta accadendo
o in ciò che ci accade accanto.
Alètheia dice il contrario: la verità è ciò di cui ti rendi conto, ti accorgi e scopri,
in un modo o nell'altro, con sorpresa, e diventa parte importante e fondamentale della tua vita.
Che cosa scopriamo da questa piccola escursione nella lingua greca,
base del nostro vocabolario?
Scopriamo che la verità è nascosta, segreta;
comprendiamo che è lì, ma non ce ne accorgiamo,
è accanto a noi ma diciamo: «Dov'è la verità?».
Non la vediamo, perché la caratteristica della verità è di non apparire,
di non essere evidente, di non mettersi in mostra pur essendo vicina a noi.
Paolo Ricca
(Torre Pellice, 19 gennaio 1936 - Roma, 14 agosto 2024)
brano tratto da:
Paolo Ricca, Il deserto fiorirà come la rosa
Dodici chiavi per aprire la Parola di Dio e accogliere i suoi doni
a cura dell'Associazione Culturale Aladura
Claudiana, Torino, 2025, 125.
www.claudiana.it